Fontana Park Lisbona
Una vecchia fabbrica del 1909 della Metalúrgica Lisbonense. Un edificio abbandonato da anni che riprende vita, forme, luce grazie al progetto appassionato di un giovane architetto: Francisco Aires Mateus.
Collocato in una zona molto viva ma poco turistica della città, il Fontana Park è nato come primo hotel design di Lisbona, progettato con l’intento di dotare la città di una struttura diversa e di moderna concezione, pur partendo dal recupero e dalla valorizzazione di un edificio preesistente.
Il risultato è un hotel di stile minimalista, sobrio, asciutto, ma al tempo stesso caldo, informale ed estremamente confortevole. Casual, ma sempre ricercato nei dettagli che ne definiscono la forte personalità.
Un luogo dove è bello tornare a rilassarsi, dopo una giornata dedicata a visitare una città piena di stimoli ed emotivamente coinvolgente.
Un vero rifugio urbano. Ti accoglie in un’atmosfera quasi zen, morbida e liscia, che ti avvolge dall’ingresso e continua nelle camere regalando un crescendo di armonia e relax.
Ogni ambiente – da quelli comuni alle camere - ha una sua specialità, un’atmosfera peculiare che disegna una specifica forma di benessere.
Spazi completamente bianchi, o completamente neri, altri dal sapore orientale. Le strutture in ferro dell’ingresso, ereditate dall’antica fabbrica, si alternano a continui richiami ad elementi naturali: piante, legno grezzo, pietra, bambù, acqua.
La luce – anche con le sue negazioni - è il polo attorno a cui ruota il progetto Fontana Park.
Il bianco e il nero sono i protagonisti indiscussi di un disegno fatto di alternanze, di sorprese.
Luci ed ombre. Luminosità e opacità. Apertura o intimismo. In ogni momento sembra possibile scegliere l’ambiente più consono al proprio momento o stato d’animo.
Un’alternanza bicroma – pur con molte concessioni alle sfumature - tutt’altro che monotona.
Intenta a far emergere i dettagli. Un colore. Un effetto luminoso. Il design di un oggetto. Una musica. Il silenzio. Oppure la città.
La città che spicca con i suoi colori dalle immense vetrate delle camere, che si stagliano tra le gradazioni chiaroscurali degli arredi.
Un occhio costante sulle scene urbane.
Un omaggio a Lisbona. Un sostrato neutro di luci ed ombre per far emergere con tutta la sua forza la città e i suoi colori morbidi, le sue luci fioche. Il suo essere città, capitale, ma in modo sempre sobrio, sottile, mai rumoroso.
Collocato in una zona molto viva ma poco turistica della città, il Fontana Park è nato come primo hotel design di Lisbona, progettato con l’intento di dotare la città di una struttura diversa e di moderna concezione, pur partendo dal recupero e dalla valorizzazione di un edificio preesistente.
Il risultato è un hotel di stile minimalista, sobrio, asciutto, ma al tempo stesso caldo, informale ed estremamente confortevole. Casual, ma sempre ricercato nei dettagli che ne definiscono la forte personalità.
Un luogo dove è bello tornare a rilassarsi, dopo una giornata dedicata a visitare una città piena di stimoli ed emotivamente coinvolgente.
Un vero rifugio urbano. Ti accoglie in un’atmosfera quasi zen, morbida e liscia, che ti avvolge dall’ingresso e continua nelle camere regalando un crescendo di armonia e relax.
Ogni ambiente – da quelli comuni alle camere - ha una sua specialità, un’atmosfera peculiare che disegna una specifica forma di benessere.
Spazi completamente bianchi, o completamente neri, altri dal sapore orientale. Le strutture in ferro dell’ingresso, ereditate dall’antica fabbrica, si alternano a continui richiami ad elementi naturali: piante, legno grezzo, pietra, bambù, acqua.
La luce – anche con le sue negazioni - è il polo attorno a cui ruota il progetto Fontana Park.
Il bianco e il nero sono i protagonisti indiscussi di un disegno fatto di alternanze, di sorprese.
Luci ed ombre. Luminosità e opacità. Apertura o intimismo. In ogni momento sembra possibile scegliere l’ambiente più consono al proprio momento o stato d’animo.
Un’alternanza bicroma – pur con molte concessioni alle sfumature - tutt’altro che monotona.
Intenta a far emergere i dettagli. Un colore. Un effetto luminoso. Il design di un oggetto. Una musica. Il silenzio. Oppure la città.
La città che spicca con i suoi colori dalle immense vetrate delle camere, che si stagliano tra le gradazioni chiaroscurali degli arredi.
Un occhio costante sulle scene urbane.
Un omaggio a Lisbona. Un sostrato neutro di luci ed ombre per far emergere con tutta la sua forza la città e i suoi colori morbidi, le sue luci fioche. Il suo essere città, capitale, ma in modo sempre sobrio, sottile, mai rumoroso.
